SOS famiglia

A.S.V.I. Onlus Via G.B. Carta, 36 20128 Milano Tel/Fax  02.2593971 e-mail asviitalia@gmail.com06.16 PROGETTO SOS FAMIGLIA
ProgettatoAttivatoStatoResponsabile
Ottobre 2011Dicembre 2011In corsoUmberto Forti
DurataFinalitàFinanziamento
Rinnovato di anno in anno, previa verifica della sua validità ed efficaciaSostegno alle attività di Sos Famiglia condividendone finalità e obiettiviFinanziato con la contribuzione di privati, enti privati e pubblici.

Premessa: Sos Children’s Villages è un’organizzazione internazionale privata, apolitica e aconfessionale che si occupa di bambini privi di genitori o allontanati temporaneamente dalle proprie famiglie. Pone al centro del proprio intervento i bisogni ed i diritti dei bambini partendo dal principio che una crescita sana si possa sviluppare al meglio in un ambiente famigliare accogliente. Nasce nel 1949 ad opera di un giovane studente di medicina austriaco, Hermann Gmeiner, che, colpito dall’elevato numero di bambini rimasti orfani dopo la Seconda Guerra Mondiale e non condividendo il sistema dell’orfanotrofio, cerca di sviluppare un modello di accoglienza per questi bimbi basato sull’organizzazione famigliare. Nasce così il primo Villaggio SOS a Imst, in Austria; nel 1963 viene fondato il primo villaggio SOS in Italia a Trento e viene costituita l’associazione nazionale SOS Villaggi dei Bambini Italia; a oggi vi sono 7 villaggi SOS attivi in Italia.

SOS famiglia

SOS opera ormai in 133 paesi in tutto il mondo seguendo regole precise e consolidate.  In ogni paese viene costituita un’associazione nazionale con propria personalità giuridica come fondazione, società o associazione no-profit , con un proprio statuto e consiglio di amministrazione i cui soci operano a titolo gratuito ed onorifico. Ogni sede nazionale aderisce all’associazione internazionale SOS -Kinderorf International con sede ad Innsbruck in Austria ed è tenuta a rispettare ed adottare i principi dello statuto internazionale dettati dall’associazione madre e a seguire i valori educativi che stanno alla base della filosofia di SOS; deve inoltre seguire precisi standard finanziari ed amministrativi. Nel 1982 venne aperta sempre ad Innsbruck un’accademia intitolata al fondatore Hermann Gmeiner come centro di formazione e di scambio di esperienze per tutte le associazioni nazionali ed i loro staff. Nel 1999 SOS Children’s Villages arriva in Kosovo dove viene aperta una struttura nel quartiere Velania di Pristina, in una zona collinare, tranquilla e lontana dal caotico centro della città. Attualmente fornisce alloggio, assistenza ed istruzione ad oltre 500 bambini suddivisi nei vari progetti.

SOS famiglia

Antefatto: un amico kosovaro ci aveva raccontato dell’esperienza di SOS Kosovo dicendoci anche che vi era la possibilità di collaborare con loro in quanto avrebbero potuto avere necessità di determinati tipi di aiuti o materiali.

SOS famiglia

Aggiornamento 31.12.2011: dopo avere donato nel corso delle missioni precedenti numerosi materiali per i bambini, a dicembre 2011 è stato possibile organizzare un incontro con i responsabili e la direttrice generale di SOS Kosovo nella loro sede di Pristina; dopo un primo momento di reciproca conoscenza e di spiegazione generale dei rispettivi progetti, ci spiegano come è organizzata la loro struttura, accompagnandoci in una visita guidata estremamente utile per capire la complessità della loro organizzazione. La struttura, molto bella e funzionale, sorge su un terreno collinare e si presenta nel suo complesso come un villaggio costituito da diversi edifici: ogni singolo edificio o palazzina corrisponde ad un progetto o ad un utilizzo specifico. Al di là della strada proprio di fronte all’entrata principale del villaggio, vi è un ampio parco giochi che sorge su un terreno comunale dato in utilizzo a SOS. Il Villaggio SOS di Pristina, seguendo i principi e le modalità organizzative della casa madre austriaca, è suddiviso in quattro specifici progetti: il primo è destinato ai bambini da 0 a 3 anni; il secondo si occupa dei bambini tra i 4 e 14 anni; il terzo è rivolto agli adolescenti dai 15 ai 18 anni; l’ultimo progetto è quello della scuola per l’infanzia cui possono accedere sia i bambini ospiti del Villaggio SOS che bambini esterni.  Oltre a questi quattro progetti, SOS Pristina segue altre progetti rivolti  all’abbandono scolastico o al sostegno di bimbi senza genitori  o con famiglie in gravi difficoltà economiche.

SOS famiglia

Nell’ambito del progetto destinato ai bambini più piccoli, quelli da 0 a 3 anni, vengono ospitati bimbi su segnalazione e richiesta da parte dell’ospedale. Questi piccoli ospiti possono sperare in una adozione; la sezione del tribunale di Pristina che si occupa dei minori è l’unico organo competente a decidere legalmente sulla possibilità o meno della loro adozione. SOS Kosovo non ha alcuna competenza in questo ambito ma si occupa esclusivamente della crescita e del benessere dei bambini. I bambini che non vengono adottati, una volta superati i tre anni di età, vengono accolti nelle case-famiglie  La ricettività massima è di 24 bambini che vengono suddivisi in due gruppi da 12; sono seguiti e curati da 20 persone che li accudiscono 24 ore al giorno.  Ogni gruppo occupa uno spazio proprio all’interno di un edificio: le due strutture sono autonome, ognuna con cucina e sala da pranzo corredata di 12 seggioloni, stanze da letto, bagni e quant’altro necessario.

SOS famiglia

Il secondo progetto si occupa  dei bambini dai 4 ai 14 anni. Questo progetto si sviluppa con la suddivisione dei bambini in nuclei familiari ognuno composto normalmente da una “mamma” con 6 “figli”. Ogni nucleo familiare abita in un appartamento indipendente composto da più stanze e per l’intero progetto sono a disposizione 6 villette bi-familiari.  La “mamma”, che può essere una dipendente retribuita ma anche la madre di uno degli ospiti che si occupa però di tutti i bambini della “famiglia”, è presente 24 ore su 24. Ogni famiglia ha un suo budget sia economico che di cibo e deve essere in grado, pur fra tutte le difficoltà, di gestire in autonomia le proprie spese, così come avviene in qualsiasi famiglia.  I bambini, a seconda dell’età, frequentano la scuola materna, che si trova all’interno del Villaggio SOS, o  le scuole elementari o medie del quartiere e seguono anche diverse attività extrascolastiche come danza, canto, musica, sport ed altro: proprio come in una normale famiglia. L’età non è rigorosamente vincolante in quanto se ci sono fratelli e uno è al di fuori della fascia d’età, viene comunque inserito nello stesso nucleo familiare.

SOS famiglia

I ragazzi dai 15 ai 18 anni sono invece ospitati in una struttura al di fuori del Villaggio, sempre nella città di Pristina; non abbiamo avuto la possibilità di visitarla ma siamo sicuri che l’organizzazione e la gestione siano effettuate in modo adeguato al pari di quelle per i bambini più piccoli.  Nessuno dei ragazzi viene abbandonato a se stesso al raggiungimento della maggiore età, ma ci si adopera per inserirli nel mondo del lavoro a conclusione del loro percorso di studi. La scuola materna ospita 120 bambini in parte provenienti dalle case-famiglia del Villaggio, in parte sono invece bambini con disabilità non ospiti del Villaggio oppure bambini senza alcun problema i cui genitori pagano una retta per frequentare la scuola. Le quote delle famiglie esterne solventi garantiscono il funzionamento della struttura.  La scuola è considerata un’eccellenza sia per quanto riguarda la struttura stessa, per i servizi e per la metodologia educativa. Il personale mantiene un atteggiamento rigoroso ma assolutamente corretto nei confronti dei bambini.

SOS famiglia

Attrezzature e accessori sono indubbiamente all’avanguardia: palestra, ambiente per la fisioterapia, aula video, laboratori, locali per il riposo con lettini su misura. In un edificio apposito vi è la direzione amministrativa con reception, uffici e magazzino.   Tutti gli spazi, sia interni che esterni, sono puliti e ben tenuti. La struttura è inoltre dotata di un potente generatore che le permette di essere autonoma per la produzione e l’utilizzo di energia elettrica, cosa non trascurabile in Kosovo dove l’interruzione della fornitura di corrente è quotidiana.  Ne ricaviamo quindi complessivamente un’ottima impressione, di una struttura veramente ben gestita e organizzata, con la cura e l’attenzione nei confronti dei bambini posta al centro di ogni intervento.  Decidiamo quindi di collaborare ed aiutare SOS Kosovo, chiarendo che non ci sarà possibile fornire un sostegno economico ma solo di materiali; i responsabili si impegnano a farci avere un elenco delle necessità, generalmente generi di consumo quotidiano, che cercheremo di soddisfare al meglio secondo le nostre possibilità.

SOS famiglia

Aggiornamento aprile 2012: durante il viaggio di aprile 2012 effettuiamo così la prima consegna strutturata di aiuti a SOS Kosovo: farina, alimenti per l’infanzia come latte di proseguimento, pappe, biscotti, omogeneizzati, altri generi alimentari, detersivi e detergenti sia per l’igiene personale che per la pulizia della struttura, giochi, arredi, scarpe, vestiti e molto altro ancora. Inoltre, grazie alla presenza di un medico dentista volontario, è stato possibile organizzare una seduta di fluoro-profilassi per i bambini in età scolare. I responsabili di SOS Kosovo si mostrano molto contenti ed anche in parte stupiti degli aiuti sia per la loro quantità che per la qualità: l’incontro con i responsabili avviene, come le altre volte, in un clima di amicizia e di reciproco rispetto. Siamo certi di avere gettato le basi per un rapporto duraturo di collaborazione e supporto con SOS Children’s Village Kosovo che confidiamo di potere ampliare nel corso delle prossime missioni. 

SOS famiglia

Aggiornamento giugno 2013: nella missione di aprile, che ha visto la presenza del camion, consegniamo molti materiali di diversa tipologia e incontriamo Albana, la responsabile dalla raccolta fondi, che ci illustra i loro progetti informandoci  che tutto ciò che portiamo è necessario e corretto, secondo quanto concordato insieme, per cui molto utile per loro. Rispetto al loro budget finanziario mancano ancora € 150.000,00 per poter raggiungere la copertura di tutti i progetti relativi all’anno 2013. I progetti principali riguardanti i bambini sono attivi e con copertura economica, mentre per quelli collaterali, come ad esempio quello di attivare la formazione scolastica in alcuni villaggi o piccoli centri, è necessario trovare dei fondi. Attualmente stanno lanciando una serie di iniziative tra cui un accordo con i supermercati affinché il resto della spesa dei singoli clienti sia devoluto a SOS, cioè alla cassa il consumatore viene invitato a lasciare il resto che dovrebbe ricevere. Ci confrontiamo sulle modalità di raccolta fondi, problema comune con Asvi, e anche loro incontrano difficoltà tanto che nell’ultimo periodo hanno rischiato di non poter più garantire l’accoglienza dei bambini abbandonati, cioè quelli messi in adozione dal giudice. I casi sono circa 70 all’anno. Lamentano problemi nella gestione delle adozioni in quanto le pratiche burocratiche sono molto lunghe per cui i bambini restano nelle loro famiglie fino a 3/4 anni con dei costi per l’associazione molto elevati. Se i bambini venissero affidati o dati in adozione in tempi più rapidi SOS potrebbe intervenire su un numero maggiore di bambini. Da parte nostra ribadiamo e chiariamo che essendo una piccola associazione non disponiamo di grosse risorse economiche e le nostre attività di raccolta sono volte più al reperimento di materiali e di adesioni di specialisti piuttosto che raccolte di denaro. Ci offriamo però per essere coinvolti nei loro progetti, senza impegno reciproco. A tal proposito Albana ci dice che potremmo essere di supporto nel progetto di formazione con materiale didattico di consumo. In questo modo SOS può attivarsi per il pagamento dei docenti e gli spostamenti e noi potremmo contribuire con il materiale didattico.

SOS famiglia

Aggiornamento gennaio 2014: come il solito è prevista la visita per incontrare le responsabili, Remzie e Albana, con le quali verificare le necessità e discutere dello sviluppo del progetto. Telefoniamo due volte su entrambi i cellulari delle responsabili, ma non ci rispondono e non richiamano. Decidiamo quindi di non effettuare la visita. Non ci spieghiamo questo comportamento ma prende corpo l’ipotesi che questo progetto venga dismesso, anche alla luce di nuove informazioni assunte attraverso volontari locali.  L’idea condivisa è quella di non farci più sentire e di non destinare più materiali, se ci dovessero contattare valuteremo il da farsi. Ci pare corretto che sia il beneficiario a doversi maggiormente interessare e non il donatore. Considerata l’organizzazione della struttura, la cosa ci sembra ancor più grave, sembra che all’improvviso non ci sia più interesse a ricevere aiuti.

Aggiornamento aprile 2014: neanche nella missione di aprile veniamo contattati dall’organizzazione e pertanto non si concretizza nessun incontro. Inevitabilmente al rientro in Italia il Direttivo Asvi prende atto della situazione decretando concluso definitivamente il progetto.

Potrebbero interessarti anche...